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Arriva il giorno di Parisi: Noi alternativi a Renzi E questo è solo l'inizio

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Posted on: 09/17/16
Milano - Poca saliva in bocca. Quando Stefano Parisi entra al Megawatt di Milano si vede che sente tutto il peso su di sé. Deglutisce, stringe mani, sorride ma è evidente che sia teso; parecchio teso: perché i riflettori finalmente si accendono su di lui e sul suo Energie per l'Italia, kermesse su cui lo stesso Parisi ha contribuito a riversare aspettative gigantesche. Tutto è rimasto top secret fino all'ultimo istante: buio sulla squadra; buio sui temi affrontati; buio sui programmi. Ligio a un riserbo quasi maniacale. Ma ieri è arrivata l'ora di fare luce. Di accendere le tre lampadine, logo della sua personalissima Leopolda. Tutto giallo, il colore del sole che dovrebbe scaldare la nuova rivoluzione liberale che Parisi intende guidare.La mattina Parisi la passa a casa, arriverà all'ultimo minuto in sala, lasciando la moglie Anita ad accogliere i primi arrivati. Poi tocca a lui ad accendere i motori della sua «Cosa», benedetta da Silvio Berlusconi: «Mi ha telefonato ieri e mi ha fatto un grosso in bocca al lupo», rivela ai cronisti a margine della convention.E quindi si parte. Ma attenzione: quello di ieri è soltanto il primo rombo; è soltanto il primo passo per un percorso che sarà lungo e faticoso. Lo dice in chiaro, Mister Chili Tv: «Oggi è l'inizio di un lavoro che deve continuare. Vorremmo arrivare agli inizi dell'anno prossimo con una vera e propria piattaforma di governo». L'ambizione è quella di puntare a palazzo Chigi. Detto in altro modo: «Sono io, siamo noi l'anti Renzi». Parisi sa che il sale della sua cosa dev'essere costituito da gente fresca, nuova, capace. E il suo movimento vuole essere inclusivo: «Oggi parlano persone libere e generose che non aderiscono per forza ma che pensano che non ci dev'essere o Renzi o il caos ma un'alternativa liberale».Eccolo il messaggio forte di Parisi; il filo conduttore che tutto lega e tiene insieme: in Italia occorre una siringata di liberalismo altrimenti si affonda. Lo Stato deve fare non uno ma due o tre passi indietro altrimenti non si crescerà mai. Parisi attacca il governo senza giri di parole: «Il Paese è fermo. La situazione è drammatica e non si può rispondere con un ottimismo di facciata»: una bordata al premier e al suo governo. E per allontanare ogni sospetto che Parisi voglia fare una «cosa» centrista e filonazarenica cerca di rassicurare tutti, anche e soprattutto quegli azzurri che qualche sospetto ce l'hanno ancora: «Saranno due giorni importanti - giura - avremo molti contributi ma ci concentreremo su alcuni punti fondamentali per il futuro dell'Italia ma che daranno anche la forte sensazione di quanto saremo alternativi al centrosinistra: dal tema dell'immigrazione a quello della pressione fiscale e della burocrazia».Lib-pop: ossia liberale e popolare. La Leopolda parisiana ha obiettivi ambiziosissimi: rendere popolare quello che storicamente è elitario, ossia il liberalismo e il liberismo. E quindi eccolo il rischio: fare qualcosa di troppo elitario e ristretto. Ma anche in questo caso Parisi scaccia questo pensiero: «Io non voglio fare un partitino e non ci dobbiamo mettere nella logica dell'alchimia, ma ascoltare le esigenze delle persone, che vanno riportate alla fiducia e a votare non contro ma per qualcosa».Insomma, si vuole rivivere quel momento di liberalismo di massa che fu il berlusconismo delle origini. Quello del 1994. E infatti Mister Chili non nega che guardi proprio a quel momento: «Bisogna capire se gli ideali del '94 devono essere aggiornati sulla base di un mondo che è cambiato completamente».Così la prima giornata scivola via con la sensazione di aver avuto soltanto l'antipasto, con il rispettoso saluto e omaggio a Carlo Azeglio Ciampi, «persona con cui ho avuto l'onore di lavorare». Antipasto, si diceva, perché il piatto forte sarà oggi. In salsa liberale, ovviamente. Parleranno gli economisti Veronica De Romanis, parlerà il presidente di Federacciai Antonio Gozzi, parlerà il numero uno dell'Ance Claudio De Albertis. Ma soprattutto parlerà lui. Parisi.




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